Ricostruiamo Castelnuovo

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Ricostruiamo Castelnuovo

Ricostruiamo Castelnuovo

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In seguito al terremoto che ha colpito L'Aquila il 6 aprile 2009 e che ha devastato le nostre terre, i nostri paesi, le nostre case ed i nostri cuori vogliamo mantenere una memoria sotrica di tutto quello che succederà nei prossimi giorni, mesi ed anni, fino a quando il nostro proposito, Ricostruire Castelnuovo dopo il terremoto, non sarà finlamente portato a termine.

Il web, internet, ci permetterà di far ascoltare la nostra voce anche al di là dell'oceano, dove tanti emigrati aspettano di avere notizie del loro paese natale.

Per chi volesse fare una donazione per la Ricostruzione di Castelnuovo abbiamo attivato un conto corrente intestato all'Associazione presso:

Banca Monte dei Paschi di Siena -Filiale di Barisciano (AQ)
C/C 65044
IBAN: IT66X0103040800000000065044

 

Grazie a tutti per la solidarietà che ci state già dimostrando.

Castelnuovo ed i Castelnovesi

 

Relazione Urbanistica

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San Pio delle Camere sorge a 800 metri di altitudine lungo l'altopiano di Navelli, a circa 20 km dall'Aquila; sembra risalga almeno all'anno 1000, mentre le abitazioni presenti nel centro abitato risalgono al XV secolo. Il suo nome deriva da quello del santo protettore e dalle numerose grotte, dette appunto "camere", presenti sul territorio e utilizzate in passato per il ricovero dei greggi della vicina Peltuinum, caratteristici dei centri abitati posti lungo il versante occidentale del Gran Sasso. Il suo nome originario era appunto “Declivius Cameratus”.
A monte del paese è situato il castello-recinto che doveva servire quale protezione da attacchi nemici ed era originariamente utilizzato solo in caso di pericolo dalle popolazioni sparse sul territorio che vi si rifugiavano con tutto il bestiame.
Il borgo fu spesso sede di fiorenti traffici e scambi economici fra le popolazioni locali e i pastori che per secoli diedero vita alla transumanza.
Addossato, a circa 800 metri sul mare, alla mole del monte Gentile, domina quasi tutta la valle comprendente i centri di Castelnuovo, Tussio, Caporciano e i monti Collemaggiore (m. 1068), Polveroso (m. 1092), Ceraso (m. 1080), Buscito (m. 1117) che delimitano a sud la Piana di Navelli.
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Foto del sisma - aggiornamento

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Pubblichiamo il secondo set di foto dei danni che il sisma del 6 aprile 2009 ha causato a L'Aquila ed ai borghi circostanti.

In particolare il nostro bellissimo Castelnuovo è stato devasastato dalla furia del terremoto.

Ogni settimana pubblicheremo nuove foto che ci arrivano dai compaesani e dai reporter che sono venuti a testimoniare quanto avvenuto.

Raccomandiamo di iscriversi al nostro servizio Newsletter a chiunque volesse essere aggiornato su quanto pubblichiamo sul sito di


Guarda le foto

 

Musicagibile

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I ragazzi di S.Panfilo d'Ocre in collaborazione con l'associazione “Ricostruiamo Castelnuovo” organizzano per il 23 Maggio una giornata in musica dal vivo a partire dalle ore 11 fino a notte inoltrata presso la TAMOIL.
Per una alternativa alla quotidiana noia che si vive nelle tendopoli.
Gli artisti confermati che parteciperanno in modo volontario e gratuito sono oltre 30 tra singoli cantanti e gruppi.
Il motto è: Ringraziamo l’Italia per tutti gli eventi organizzati a favore delle zone terremotate, ma una volta venite a farcela qui la festa!!!

Ringraziamo per la diffusione dell'evento il portale di Reggae.it
 

dimenticati sotto le macerie

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Riportiamo un articolo di Repubblica.it che parla del nostro paese e delle nostre case.

 

Castelnuovo, il paese dimenticato che è ancora sotto le macerie

CASTELNUOVO DI SAN PIO (l'Aquila) - Dicono che faranno tutti come Sabbatino S., che ha 80 anni e l'altro giorno è scappato dalla tendopoli e si è chiuso nella sua casa diroccata. "Io in tenda non ci torno più", gridava. "Meglio morire a casa mia che marcire nella tendopoli". L'uomo ha guardato fuori dalla sua finestra. Ha visto che, dopo centodieci giorni, nulla è cambiato. 

La scena di dolore è la stessa illuminata dall'alba del 6 aprile. La piazza coperta dalle macerie, le auto schiacciate, le intimità violate delle camere da letto senza muri. I vigili del fuoco avevano le lacrime agli occhi, quando sono andati prenderle il vecchio per riportarlo giù, nel campo blu vicino al cimitero. "Faremo tutti come Sabbatino", dicono adesso nella tendopoli. "Torneremo nelle nostre case quasi distrutte. Rischieremo la vita ma almeno qualcuno si accorgerà di noi". 

 

Castelnuovo è un "Borgo fortificato" - così è scritto all'ingresso del paese - che forse ha vinto qualche battaglia ma ha perso la più importante: quella contro il terremoto. Tutte le case del centro sono crollate, anche la chiesa è un cumulo di rottami. Cinque le vittime, il 95% delle case sono a terra o da abbattere. "Eppure qui non si sono mai viste le telecamere e non è arrivata in visita nessuna persona importante. La cosa assurda è che i tanti amici che abbiamo in Italia e nel mondo - il nostro è un paese di emigranti - ci telefonano e ti dicono: "Adesso state bene, vero? Abbiamo visto in tv che sono arrivate le casette di legno, che stanno costruendo gli appartamenti antisismici". E invece stiamo tutti come Sabbatino. Non abbiamo nemmeno i condizionatori nelle tende. In più di tre mesi non sono riusciti a potenziare la linea elettrica. Se attacchi un condizionatore, salta tutto". 

 

Non è una mosca bianca, Castelnuovo di San Pio delle Camere. I tg nazionali mostrano il "cantiere più grande d'Europa", ma basta uscire da questo "set del terremoto" per capire che a Castelnuovo e in decine di altri paesi tutto è ancora fermo a quella notte di aprile. È cambiata soltanto l'anima dei sopravvissuti. "Prima sentivamo il calore della solidarietà. Adesso ci sentiamo sempre più soli e pieni di paura, perché non sappiamo nulla del nostro futuro. Non sappiamo, ad esempio, se il nostro paese sarà ricostruito. Non sappiamo se arriveranno o no le casette di legno". 

 

 

Si parla nell'unico luogo di ritrovo, 

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